ALL MOUNTAIN SUI SIBILLINI

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L’ANELLO DELLE QUATTRO VALLI


La sveglia suona alle 5 in punto. Mi alzo, faccio una robusta colazione e con gli occhi ancora assonnati preparo le ultime cose da mettere nello zaino. Senza far troppo rumore esco di casa. Il sole si sta staccando dall’orizzonte, il cielo è limpido e senza nuvole. Salgo in macchina per raggiungere gli altri due che come me hanno deciso di fare la levataccia questa mattina.

La giornata sarà lunga e impegnativa. Era da tempo infatti che con Igor e Roberto stavamo mettendo a punto il concatenamento in giornata delle quattro principali vallate dei Sibillini: la Val di Panico, la Val di Tenna, la Valle dell’Ambro e la Valle del Fargno.
In pochi osavano farlo in un giorno. Per qualcuno era il “Piccolo Anello dei Sibillini“; per altri non aveva neppure un nome e si limitavano a chiamarlo con le località attraversate. Qualcuno si aiutava tagliando sull’asfalto, altri decidevano per la risalita con gli impianti o con il recupero in macchina. Per noi l’idea era quella di trovare la linea più pura, interamente su sentiero, senza lasciarci condizionare da ciò che sarebbe stato in  km e dislivello.

Finalmente è arrivata la benedizione del meteo, una lunga finestra di tempo stabile prevista per la fine di maggio.

Sabato 30 maggio 2015
Decidiamo per incontrarci a Ussita alle ore 6,00.

Il paese ancora non si è svegliato. I primi raggi di sole accarezzano le cime più alte che in questo periodo sono ancora imbiancate dagli ultimi lembi di neve.  Scambiamo due parole e di buon passo cerchiamo di lasciarci alle spalle il fresco del fondo valle.

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Passo Cattivo è milleduecento metri sopra di noi. Il passo, da dove ci troviamo, non è ancora visibile.  Tornante dopo tornante prendiamo quota in questa lunga marcia di avvicinamento.

Poco dopo Pian dell’Arco decidiamo di lasciare la comoda forestale per imboccare il ben più impegnativo sentiero che conduce alla Fonte del Lupo.

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Poco fuori dal sentiero, nascosti da sguardi indiscreti, ci sono loro, i signori del bosco, una coppia di cervi che non sembra impaurita dalla nostra presenza. Rimaniamo a distanza. Nessuno fa la prima mossa, cosicchè abbiamo tutto il tempo di immortalare questo magnifico momento.

Dalla fonte la vista su Passo Cattivo è grandiosa.
Il sentiero prosegue duramente verso monte.

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La presenza di alcuni nevai rallenta molto la salita verso il passo. Si sale come si può, cercando qualche solido appiglio sulla bianca coltre

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Abbiamo appena superato il punto più critico. Ora tutto è più semplice. Siamo molto vicino a Passo Cattivo che, con il trascorrere del tempo, si avvicina sempre di più

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Passo Cattivo o Malopasso, un nome per definizione sinistro ed ambiguo. Fin dai tempi più remoti, era transitato per raggiungere i pascoli dell’alta Val di Tenna e per i normali scambi commerciali con la Valle del Nera. Un luogo pericoloso che un tempo gli abitanti della zona dovevano raggiungere per soddisfare le loro necessità vitali.

Ci distendiamo sui pascoli fioriti ad ammirare il profilo delle montagne,  le profonde vallate e gli immensi spazi che ci separano da ogni cosa. Tutto appare diverso quando viene osservato dall’alto. Da questa prospettiva tutto è speciale e prezioso.

La magia del momento può durare solo qualche minuto. Fin’ora abbiamo solo completato il primo grande dislivello.  C’è ancora molta strada da fare.

Ci caliamo lungo quei pendii erbosi che man mano si fanno sentiero sempre più marcato

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La pista scende veloce nell’alta Val di Tenna. Tutto intorno le principali cime degli Sibillini: la vetta sud del Monte Bove, Pizzo Berro, la Priora, la Sibilla, Cima Vallelunga.

Forme e colori continuano a mutare man mano che andiamo avanti lungo il sentiero. Tutto è avvolgente. Il tempo sembra che si sia fermato.  Il silenzio è interrotto solo dal sibilo del vento che si incanala lungo la valle. Le mandrie sono lasciate libere di vivere secondo le antiche leggi della natura. E’ un’atmosfera magica, che ti rapisce e allo stesso tempo ti fa sentire un intruso

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La pista prosegue ai margini del torrente attraversandolo più volte

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La valle si stringe fino al punto in cui le pareti della Sibilla si toccano con quelle della Priora.
Ci troviamo nel mezzo delle Gole dell’Infernaccio, una stretta forra che non vede mai la luce del sole.

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L’ambiente è primitivo e selvaggio. Le forme sono plasmate dalla forza dell’acqua che con impeto scorre alla ricerca di una via d’uscita

PISCIARELLE

Usciti dalle gole, ci prepariamo ad affrontare un durissimo saliscendi che ci permetterà di attraversare  le valli del Tenna prima e dell’Ambro poi.

Proseguiamo in direzione nord spostandoci lungo versante adriatico.  La traccia attraversa alcuni piccoli villaggi dove quei pochi che sono rimasti vivono ancora di pastorizia ed agricoltura di montagna

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Da Campolungo riprendiamo  quota in direzione di Passo Ventoso. Stiamo affrontando il secondo grande dislivello, una lunga progressione che ci farà salire fino alla Forcella del Fargno.
La forestale sale costante regalandoci bellissimi scorci panoramici sulla Forra dei Tre Santi e sulle Porte di Berro. L’orizzonte è vastissimo e, con il crescere dell’altitudine, arriva a scoprire tutto il Piceno fino al Mar Adriatico.

Arriviamo a Pintura di Bolognola dopo circa otto ore di marcia continua. Al rifugio facciamo una piccola sosta per recuperare un pò di energia in vista dell’ultimo sforzo.

Saliamo per altri cinquecento metri di quota percorrendo uno dei tratti più suggestivi dell’intero gruppo dei Sibillini. Una strada sospesa che l’uomo ha faticosamente sottratto ai ripidi pendii della montagna. Un luogo pericoloso, accessibile solo quando il ghiaccio invernale concede la tregua estiva.

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Dopo tante ore di marcia la stanchezza ormai ha preso il sopravvento e rende difficile ogni metro di questa interminabile salita. Ognuno prosegue seguendo il proprio passo. Ci allontaniamo l’uno dall’altro.
In circa un’ora raggiungiamo quota 1800 slm della Forcella del Fargno.

Siamo sul punto più alto, oramai da qui in poi non c’è più nulla da salire.
Siamo sospesi tra la selvaggia Valle del Fargno e la verdissima Val di Panico. Davanti a noi la parete nord del Monte Bove; in lontananza si scopre la Forcella Angagnola e, ancora più in là, Pizzo Berro e Pizzo della Regina.
Rimaniamo senza fiato di fronte a tanta bellezza. Una bellezza che ti accoglie e ti riscalda, emozionandoti ogni volta come se fosse la prima

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Con la certezza di avercela ormai  fatta ci caliamo verso valle. E’ ormai  il momento di restituire alle ruote tutta la quota faticosamente guadagnata. Ci lasciamo andare assecondando il tortuoso andamento lungo il fianco della montagna.

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Scendiamo verso valle inebriati da quel senso di euforia tipico di chi vive giorni intensi e senza tempo.

Ormai ci rimane solo il  tempo di tirare gli ultimi curvoni quando iniziamo a intravvedere le prime case e, con esse, la fine di questa grande avventura.

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A fondo valle la soddisfazione è ben evidente nei nostri volti.
La montagna aveva chiesto il nostro meglio. In cambio ci ha offerto le più grandi emozioni.

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«Abbiamo bisogno di luoghi che siano uno specchio per le nostre riflessioni. Luoghi che ci allontanino dalla vita che stiamo facendo. Luoghi che ci facciano camminare lungo sentieri creati dalla nostra fantasia. Bisognerebbe creare luoghi per fermare la nostra fretta e aspettare l’anima» (Tonino Guerra)

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12 Responses

  1. Manlio PISU scrive:

    Ma c’è per caso un servizio di trasporto bagagli?

  2. leo scrive:

    Posti meravigliosi….grande avventura!
    Di preciso quanti km e quanto dislivello?

  3. antonio scrive:

    bellissimo tour, prima o poi ce la faccio ad organizzarmi per venire sui sibillini.
    Grazie per la condivisione .
    Avete un sito davvero completo. Complimenti :-)

  4. Giancarlo Bonaldi scrive:

    Bellissime foto e racconto coinvolgente.
    E’ possibile chiedere la traccia gpx?

  5. Paolo Piermarini scrive:

    Una domanda:
    La Val di Tenna è stata riaperta? La scorsa estate da passo Cattivo c’era il divieto di scendere a causa delle ordinanze conseguenti al terremoto.

    • SibilliniBikeMap scrive:

      Attualmente ci sono 3 ordinanze di chiusura:
      1) da capotenna a passo cattivo (da confermare la riapertura ad inizio estate)
      2) da rubbiano a Capotenna : ordinanza di chiusura invernale del comune di montefortino (in genere riaprono a fine maggio)
      3) da pintura alla forcella del fargno :ordinanza di chiusura invernale del comune di bolognola (in genere riaprono a inizio giugno)

  6. fabrizio c. scrive:

    fatto 4/5 volte: il piu’ bel giro da fare sui sibillini….niente da invidiare ad altri itinerari alpini
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